Contraccezione
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ContraccezioneLa contraccezione ormonale in Italia si ottiene con prescrizione medica: pillola combinata, minipillola, anello vaginale, cerotto e spirale ormonale richiedono tutti la valutazione di un medico. Questa pagina spiega come funzionano i diversi metodi, quali fattori di rischio vengono controllati prima di prescriverli e come si gestisce il rinnovo di una terapia già in corso.
Tutti i contraccettivi ormonali sono soggetti a prescrizione medica. Rientrano in questa categoria la pillola combinata, che contiene un estrogeno e un progestinico, la minipillola a solo progestinico, l'anello vaginale, il cerotto transdermico, l'impianto sottocutaneo e la spirale ormonale. Sono invece disponibili senza prescrizione i metodi di barriera, come il preservativo, e la contraccezione di emergenza, che segue regole proprie.
La scelta tra i vari metodi non dipende soltanto dalla preferenza personale: pesano la storia clinica, la presenza di emicrania con aura, il fumo, la pressione arteriosa, il peso, eventuali episodi trombotici personali o familiari e i farmaci già assunti.
Per questo la prima prescrizione richiede una raccolta di informazioni accurata e, di regola, una visita, mentre la continuazione di un metodo già tollerato bene segue un percorso più lineare e documentale.
La pillola combinata associa un estrogeno, quasi sempre etinilestradiolo, a un progestinico e agisce bloccando l'ovulazione, modificando il muco cervicale e l'endometrio. La minipillola contiene solo un progestinico, per esempio desogestrel o drospirenone: è l'alternativa quando l'estrogeno è controindicato, come durante l'allattamento, in caso di emicrania con aura o quando il rischio trombotico è elevato.
La differenza pratica più rilevante riguarda la regolarità dell'assunzione: la minipillola richiede in genere una maggiore puntualità e la finestra di tolleranza in caso di dimenticanza è più stretta, mentre le formulazioni combinate concedono di solito un margine più ampio.
Cambia anche il profilo del sanguinamento. Con il solo progestinico le perdite intermestruali nei primi mesi sono frequenti e non indicano di per sé una perdita di efficacia, mentre con le combinate il flusso da sospensione tende a essere più prevedibile.
L'anello vaginale rilascia gli ormoni localmente e viene sostituito con cadenza mensile secondo lo schema indicato nel foglio illustrativo; il cerotto transdermico segue una logica settimanale. Entrambi evitano l'assunzione giornaliera e sono una soluzione per chi dimentica spesso la compressa, ma condividono con la pillola combinata le stesse controindicazioni legate all'estrogeno.
L'impianto sottocutaneo e la spirale ormonale appartengono invece ai metodi a lunga durata d'azione: vengono inseriti da un professionista e restano attivi per anni, senza richiedere nulla alla persona nel frattempo. La spirale ormonale riduce spesso l'entità del flusso mestruale e per questo viene impiegata anche in presenza di mestruazioni abbondanti.
La scelta tra questi metodi si fa con il medico, valutando il desiderio di gravidanza a breve termine, la tollerabilità, la comodità d'uso e la disponibilità a sottoporsi a una procedura ambulatoriale.
Prima di prescrivere un contraccettivo ormonale il medico ricostruisce alcuni elementi precisi. Il primo è il rischio tromboembolico: episodi personali o familiari di trombosi venosa profonda o embolia polmonare, trombofilie note, immobilizzazioni prolungate e interventi chirurgici recenti.
Il secondo è l'emicrania con aura, che rappresenta una controindicazione agli estrogeni per il rischio cerebrovascolare. Il terzo è il fumo, il cui peso cresce nettamente dopo i 35 anni e che in combinazione con l'estrogeno aumenta il rischio cardiovascolare.
Si valutano poi la pressione arteriosa, l'indice di massa corporea, l'allattamento in corso, le epatopatie, i tumori ormonosensibili e i farmaci assunti, perché alcuni antiepilettici e alcune terapie antinfettive possono ridurre l'efficacia contraccettiva. Chi presenta una di queste condizioni non resta senza opzioni: cambia la classe di contraccettivo proposta, per esempio passando a una formulazione priva di estrogeni.
Nella maggior parte dei casi non è previsto uno screening di laboratorio obbligatorio per iniziare un contraccettivo ormonale in una donna sana. Le informazioni decisive sono anamnestiche: storia personale e familiare, emicrania, fumo, farmaci in uso.
La misurazione della pressione arteriosa è invece un dato che serve davvero e va riportato con un valore recente. Gli esami del sangue diventano opportuni quando l'anamnesi fa emergere qualcosa di specifico, per esempio una trombofilia familiare, un'epatopatia o un quadro metabolico alterato.
Discorso a parte per lo screening cervicale e per i controlli ginecologici periodici: non sono una condizione per ottenere la prescrizione, ma restano raccomandati secondo i programmi di prevenzione previsti per la propria fascia di età. Se il medico chiede un accertamento aggiuntivo è perché un dato dell'anamnesi lo rende necessario, non per prassi.
Se assumi già un contraccettivo che tolleri bene e ti serve la continuazione della terapia, la valutazione può avvenire a distanza. Compili un questionario clinico che ricostruisce anamnesi, pressione arteriosa, fumo, emicrania e farmaci in uso, alleghi la documentazione della prescrizione precedente e un medico esamina i dati.
Non ci sono videochiamate né colloqui telefonici: il modello è asincrono e si fonda su ciò che scrivi e alleghi. Se la valutazione è favorevole ricevi via e-mail un documento PDF redatto secondo il modello dell'allegato alla direttiva di esecuzione 2012/52/UE, che presenti in qualsiasi farmacia insieme a un documento di identità. Non esiste alcun codice numerico da digitare al banco.
Il costo della valutazione è di 24,90 euro. È possibile aggiungere la lavorazione prioritaria a 9,90 euro, che colloca la richiesta in cima alla coda senza però garantire un tempo di risposta.
Il pagamento copre la valutazione medica, non il rilascio del documento. Se dal questionario emerge una controindicazione, per esempio un'emicrania con aura o un episodio trombotico non riferito prima, il medico rifiuta la prescrizione: si tratta di un rifiuto per motivi medici e in quel caso la somma versata viene restituita.
Diverso è il caso in cui il medico chieda un'integrazione, tipicamente un valore pressorio recente o la copia della confezione in uso, e questa non arrivi: la valutazione è stata comunque svolta e la somma non viene restituita. Conviene quindi preparare i documenti prima di avviare la richiesta.
Non prescriviamo la prima contraccezione a chi non ha mai assunto ormoni senza una visita in presenza, perché in quel caso l'esame obiettivo e il colloquio diretto pesano più di qualsiasi questionario.
La cosiddetta pillola del giorno dopo non rientra nella contraccezione regolare e in Italia si acquista senza prescrizione medica. Le due molecole disponibili sono il levonorgestrel e l'ulipristal acetato, con finestre di utilizzo diverse: il levonorgestrel va assunto il prima possibile e comunque entro 72 ore dal rapporto non protetto, l'ulipristal acetato entro 120 ore.
L'efficacia decresce con il passare delle ore in entrambi i casi, quindi rimandare l'assunzione non ha senso. AIFA ha rimosso l'obbligo di prescrizione, con condizioni diverse per le minorenni a seconda della molecola, e il farmacista può fornire le indicazioni d'uso al banco.
La contraccezione di emergenza non protegge dai rapporti successivi e non sostituisce un metodo regolare: dopo averla usata conviene impostare con il medico una contraccezione stabile, anche perché un ricorso ripetuto è un segnale che il metodo abituale non sta funzionando.
Che cosa fare in caso di dimenticanza dipende dal tipo di prodotto e da quante ore sono trascorse, e la regola precisa è nel foglio illustrativo della confezione in uso, che va sempre consultato.
In generale, con le pillole combinate una compressa dimenticata da poche ore si assume appena ci si accorge, proseguendo poi normalmente; ritardi più lunghi, soprattutto nella prima settimana del blister, richiedono un metodo di barriera aggiuntivo per alcuni giorni. Con la minipillola la finestra è più stretta e la stessa dimenticanza pesa di più.
Anche vomito o diarrea intensa nelle ore successive all'assunzione possono compromettere l'assorbimento e vanno trattati come una dimenticanza. Se il dubbio riguarda un possibile rischio di gravidanza, la valutazione va fatta con un professionista e non rinviata, perché le opzioni disponibili dipendono dalle ore trascorse.
I contenuti di questa pagina sono redatti dalla redazione di MEDINOW Sp. z o.o. e verificati da lek. Damian Wojno, medico iscritto in Polonia, numero PWZ 3211301. Il medico non è iscritto all'Ordine dei Medici italiano e non ha accesso ai sistemi informatici sanitari nazionali italiani: opera come professionista di un altro Stato membro dell'Unione europea, sulla base della direttiva 2011/24/UE sull'assistenza sanitaria transfrontaliera. Non siamo convenzionati con il SSN e non sostituiamo il medico di base. Ultima verifica medica: agosto 2026. Le fonti indicate in fondo alla pagina sono documenti ufficiali e vengono ricontrollate a ogni aggiornamento. Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono una valutazione clinica individuale: in presenza di sintomi nuovi, gravi o in peggioramento occorre rivolgersi al proprio medico curante o al pronto soccorso.
Sì. Tutti i contraccettivi ormonali sono soggetti a prescrizione medica in Italia, comprese la minipillola, l'anello e il cerotto: senza prescrizione la farmacia non può dispensarli. Fanno eccezione i metodi di barriera e la contraccezione di emergenza, che si acquistano al banco.
Se assumi già un contraccettivo che tolleri bene, la continuazione può essere valutata a distanza con un questionario clinico e la documentazione della prescrizione precedente. La valutazione costa 24,90 euro e copre l'esame del medico, non il rilascio del documento.
Per una donna sana di norma non è richiesto uno screening di laboratorio. Contano anamnesi personale e familiare, emicrania, fumo, farmaci in uso e un valore recente della pressione arteriosa. Gli esami si aggiungono solo se l'anamnesi fa emergere un elemento specifico.
Rischio tromboembolico personale e familiare, emicrania con aura, fumo soprattutto dopo i 35 anni, pressione arteriosa, indice di massa corporea, epatopatie, tumori ormonosensibili e interazioni con altri farmaci. La presenza di una di queste condizioni non esclude la contraccezione, ma orienta verso un'altra classe.
No. In Italia sia il levonorgestrel sia l'ulipristal acetato si acquistano senza prescrizione medica, con condizioni diverse per le minorenni a seconda della molecola. Le finestre d'uso sono rispettivamente 72 e 120 ore dal rapporto e l'efficacia cala con il passare delle ore.